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Investire in vino

Perché investire in vino?

Oggi più che mai, investire in vini pregiati non è solo un’opportunità, ma è diventata una vera e propria necessità per coloro che desiderano proteggere il proprio patrimonio e ottenere un rendimento ragionevolmente sicuro e stabile attraverso una scelta finanziaria a bassissimo rischio. In un contesto sempre più incerto e precario, i vini pregiati rappresentano un’alternativa di investimento solida e resistente alle fluttuazioni del mercato tradizionale.

Diversificare il proprio portafoglio con vini di alta qualità significa puntare su beni rifugio che mantengono il loro valore nel tempo e offrono una redditività decisamente più affidabile di altri asset. Inoltre, investire in vino è un modo per godere di un prodotto di lusso che può anche essere apprezzato e condiviso con amici e familiari. Ma attenzione: per ottenere i massimi benefici dall’investimento nel vino, è importante avere una conoscenza approfondita del mercato e scegliere le bottiglie giuste. Perché non è tutto oro ciò che luccica. Investire in vini pregiati è una scelta intelligente e lungimirante per coloro che cercano un asset sicuro e in costante crescita, capace di superare le incertezze del mercato finanziario tradizionale.

Qui sotto ti spieghiamo il perché.

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Investire in vino significa sfruttare un’occasione di guadagno che quasi nessun altro asset può garantire. Le performance, negli anni, si sono rivelate infatti decisamente vantaggiose, segnando una crescita media del 10/12% con picchi anche del +500% in pochi anni. Nella pagina casi studio puoi vedere alcuni portafogli reali che hanno fruttato ottimi guadagni in un periodo medio di 4/5 anni. Ovviamente ogni bottiglia ha una sua storia e delle sue prestazioni specifiche che dipendono da fattori oggettivi ma anche da dinamiche che solo chi è quotidianamente immerso nel settore può subodorare, comprendere e sfruttare. L’investimento in vino, dunque, può essere davvero una scelta che sposta gli equilibri, all’interno di un portafoglio finanziario, ma deve essere effettuata sotto la supervisione di un vero esperto del settore.

Il settore enoico, soprattutto quello dei vini da investimento, è in costante crescita da oltre 30 anni, con un’impennata del +200% solo negli ultimi 10. Non stiamo dunque parlando di una bolla destinata a scoppiare o di una crescita episodica e accidentale. Ciò è dovuto alla stabilità e alla capacità del vino di accrescere il proprio valore nel tempo, il che lo rende, di fatto, un’alternativa interessante e sicura rispetto ad altri strumenti finanziari.

La crescente attenzione dei consumatori per la qualità e l’origine dei prodotti, frutto di una società globale sempre più focalizzata, per contrapposizione, sulla valorizzazione delle specificità territoriali, hanno portato a una sempre maggiore richiesta di vini pregiati e da collezione. Poiché investire in vini pregiati significa essere legati quasi esclusivamente alla legge della domande e dell’offerta, è facile comprendere quanto questo aspetto sia decisivo e dirimente.

La vite da vino è coltivata principalmente tra il 30° e il 50° parallelo australe e boreale e ricopre un’ampia superficie. Di questa i grandi vini da investimento occupano una piccola parte e vanno a formare circa l’1% del prodotto mondiale, quindi una frazione davvero ridotta. Questi prodotti rappresentano dunque un mercato pregiato di nicchia, a cui, di necessità, pochi privilegiati possono avere accesso.

Ciò vuol dire che la domanda supera ampiamente l’offerta, rendendo il vino un grande investimento. Ma non tutte le bottiglie sono uguali. Per ottenere un ritorno è importante puntare su grandi vini, provenienti da vigneti di qualità con un determinato pedigree, prodotti in aree viticole altamente specializzate e circoscritte. Tuttavia, non basta semplicemente acquistare un Brunello di Montalcino e aspettare 10 anni per ottenere un profitto. Ci sono numerosi Brunelli che sono venduti nei supermercati e che non offrono alcuna opportunità di investimento. L’aiuto di un esperto è, dunque, fondamentale in questo senso.

Il vino è un prodotto con una shelf life (il periodo di tempo che intercorre fra la produzione e il consumo dell’alimento senza che ci siano rischi per la salute del consumatore) ben determinata e molto spesso inferiore a 50 anni. Poiché si tratta di un wasting asset, ovvero un bene che si deteriora, non viene tassato in molti paesi.

Da considerare, inoltre, che è un bene da collezione e anche per questo motivo la tassa sulla plusvalenza dalla compravendita di tale bene non sussiste. Sì, hai capito bene: no capital gain tax. Questo significa che il guadagno è completamente tuo e che puoi dunque goderti il 100% dei risultati del tuo investimento in vino.

Investire in vini rari significa avere a che fare con un asset tangibile e reale. A differenza dei prodotti finanziari come azioni ed obbligazioni, il vino ha una sua concretezza fisica che può essere valutata e analizzata. Questo significa che l’investimento in vino offre una maggiore sicurezza rispetto ad altri tipi di investimenti. Non stai, dunque, scommettendo su un sistema le cui dinamiche sono quasi del tutto inconoscibili e dipendenti da fattori completamente fuori dal tuo controllo.

I vini rari sono un bene che si può toccare e che può essere conservato e protetto. Ciò offre una maggiore tranquillità rispetto all’investimento in prodotti finanziari, virtuali ed aleatori, le cui dinamiche possono essere molto complesse e influenzate da fattori esterni difficili da prevedere.

Non è un modo di dire o una promessa, è un dato di fatto. Il vino è un bene tangibile, questo è evidente, ma è anche un prodotto vivo: con il passare del tempo, stoccato in un ambiente protetto e in condizioni idonee alla conservazione raffina e migliora le proprie caratteristiche. I grandi vini da investimento, dunque, sono vini che maturano in decenni e, per questo, sono prodotti destinati ad aumentare il proprio valore.

Sicuramente il tempo non è l’unico fattore da tenere in considerazione, ma è fondamentale sapere che il trascorrere degli anni è un’importante carta a favore del collezionista-investitore. Insomma, considerandolo dal punto di vista finanziario, il vino da investimento è una scelta a medio-lungo termine che consente di differenziare il capitale grazie a un asset capace di dare frutti sicuri nel tempo.

Come ormai ti sarà chiaro, il vino è un bene non correlato alle dinamiche e alle fluttuazioni del mercato finanziario globale. Quando i vini da investimento vengono definiti safe haven (ovvero beni rifugio) è proprio a questa loro caratteristica che ci si riferisce. Investire in vini pregiati significa scegliere degli asset che non subiscono le imprevedibili oscillazioni del mercato finanziario e, per questo, sono delle ottime alternative che mostrano una redditività costante nel tempo.

La grande volatilità di azioni e obbligazioni, il fatto di non mantenere stabili le performance ma, al contrario, di crescere e precipitare in base a fattori economici, politici ecc., dal punto di vista di un investitore, offre certamente un’opportunità di speculazione da cui trarre alcuni benefici (solitamente proporzionali al rischio corso), ma poi, dove tenere al sicuro il denaro guadagnato da tali investimenti? La risposta è semplice: è necessario investire in vini rari e da collezione.

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Come investire in vino?

Credi che investire in vino sia complicato e rischioso? In un certo senso hai ragione. Se qualcuno ti dice il contrario, probabilmente, sta mentendo. Come per ogni tipo di investimento anche per il vino ci sono dei rischi. Se questo fosse l’Eldorado, beh, tutti ci si butterebbero a capofitto, anche senza alcuna preparazione. E, credimi, in alcuni casi succede. Di società di questo genere ne è pieno il web. Attenzione, però, i pericoli che si corrono con questo tipo di asset sono ben diversi da quelli a cui siamo abituati quando pensiamo ad altri mercati. Chi investe in borsa ha paura dei crolli del mercato e chi, per esempio, investe in una casa, corre il rischio che l’immobile si svaluti. Per il vino questi due problemi non sussistono, poiché, come abbiamo visto qui, il settore è stabile, ragionevolmente sicuro e in crescita da oltre 30 anni.

Vuoi investire in vino prendendo decisioni informate? 

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I rischi dell’investimento in vino.

I rischi subentrano nel momento in cui ci si affaccia sul mercato. È proprio in questo preciso istante che è necessario fare affidamento su un esperto. E quando diciamo esperto intendiamo non solo un uomo di finanza, capace di discernere i movimenti di mercato, ma anche uno specialista qualificato, una persona che sia immersa nell’ambiente dei vini da collezione e che abbia le abilità e le competenze per valutare, al di là dei rumors e delle voci di corridoio, un prodotto in maniera tecnica, critica e oggettiva.

Ecco perché puntiamo così tanto su quello che è davvero il nostro valore differenziante: Daniel Carnio, fondatore e CEO del brand, è uno dei massimi esperti e intenditori europei in ambito enoico e può godere di una rete di conoscenze e partnership che pochissimi altri possono vantare. 

Cosa aspettarsi da Daniel Carnio Ltd: sicurezza, semplicità, strategia.

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Mettiti al sicuro, investi in vino da collezione.

C’è poco da discutere, i dati parlano chiaro. Quando, tra il 2007 e il 2008 ebbe inizio la Grande Recessione che piegò le ginocchia al mondo della finanza, a causa della deflazione delle bolle dei prezzi (compresa la bolla immobiliare americana degli anni 2000) e dalla crisi dei subprime, il vino fu uno dei rarissimi asset che mantenne la barra perfettamente diritta.

Mentre diversi istituti finanziari fallivano e il mercato entrava in una fase di enorme recessione, con un valore della Borsa che crollava di quasi il 50%, le performance dei vini da investimento, rari e da collezione si mantenevano costanti.

Solo una piccolissima flessione, a seguito del crollo di Lehman-Brothers, ha interessato grosse produzioni come Champagne (-3,6%) e Borgogna (-0,9%), che, tuttavia, hanno ripreso la loro marcia in pochissime settimane. In particolare Borgogna, nei 4 anni successivi ha aumentato il proprio valore di quasi l’80%. Champagne ha visto un rialzo di quasi il 40%. Al contrario gli effetti sul mercato azionario si sono protratti sino ad oltre il 2012, con le azioni che, nel 2009, segnavano un -47% e un ripresa ai valori pre crisi avvenuta solo nel 2013. Tutto ciò ha comportato ingenti perdite per tutti coloro che non avevano tutelato il proprio patrimonio differenziando e scegliendo l’investimento in vini pregiati.

Non serve ricordare la pandemia del 2019/20 per rendersi conto che, ciclicamente, un mondo sempre più globalizzato entra in crisi e presenta profondi mutamenti in ambito finanziario ed economico.

Per prepararsi a quanto accadrà nel prossimo futuro è importante investire in qualcosa che non sia suscettibile delle fluttuazioni del mercato globale e che, storicamente, abbia garantito ottimi rendimenti, con un crescita costante nel tempo.

In questo senso i Fine Wines sono la giusta risposta alla domanda: come posso mettere al sicuro il mio capitale? Con un incremento costante da oltre 30 anni e un aumento di quasi il 200% solo negli ultimi 10; con una redditività media del 10/12% annuo e prospettive di crescita sempre più rosee, i vini da investimento sono esattamente quei safe haven asset (beni rifugio) a bassissimo rischio che ti offrono un’alternativa reale al mercato tradizionale e ti permettono di affrontare le tempeste finanziaria con un portafoglio in grado di resistere agli sconvolgimenti che, di necessità, prima o poi si abbattono su tutti gli investitori.

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L’ignoranza è forse una benedizione, ma la conoscenza è potere.

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