Vini da investimento

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Cosa sono i vini da investimento?

I vini da investimento (detti anche fine wines) sono prodotti di lusso e di altissima qualità che esprimono le caratteristiche di una zona di origine ben delimitata e prestigiosa, derivanti da uve di varietà specifica e in una determinata annata. La produzione deve essere limitata (solo l’1% circa rientra nella categoria fine wines) e la maturazione deve essere avvenuta per lungo tempo. I vini da investimento devono inoltre aver ricevuto alti punteggi da critici internazionali riconosciuti (che possono influenzare il loro
valore fino ad oltre il 30%) e devono mostrare una liquidità sul mercato (ovvero devono mostrare di essere desiderati e scambiati) con un track record di prestazioni e prezzo nel mercato. I fine wines sono considerati una forma di investimento alternativa e veri e propri beni rifugio, in quanto il loro valore aumenta nel tempo, grazie alla loro rarità, alla costante richiesta del mercato – che non ha mai visto una flessione negli ultimi 30 anni –  e alla loro capacità di migliorare con
l’invecchiamento.

Tra i più noti e migliori vini da investimento ci sono quelli prodotti nelle regioni vinicole più vocate, quali Bordeaux, Borgogna, Champagne, Toscana, Piemonte e Napa Valley in California. In questa pagina, però, scopriremo anche il cosiddetto nuovo mondo.

Scegliere un vino da investimento per diversificare il proprio portafoglio significa mettersi al riparo dalle oscillazioni del mercato finanziario, tutelando il proprio patrimonio con asset sicuri e a bassissimo rischio. Vuoi sapere perché e come investire in vino, in maniera da compiere scelte consapevoli e informate?

senza impegno, decidi tu quando

I vini da investimento sono un’alternativa al mercato tradizionale.

Prima di addentrarci nel riconoscimento delle caratteristiche specifiche dei vini da investimento è fondamentale fare questa premessa. I fine wines sono una delle migliori alternative (probabilmente la migliore in assoluto) a disposizione di un investitore che desideri differenziare il proprio portafoglio, sfruttando la stabilità e la redditività di beni che non hanno mai subito conseguenze derivanti da recessioni e crisi dei mercati. Si parla di investimenti alternativi quando si ha a che fare con asset che non siano azioni, obbligazioni e fondi comuni e che abbiano l’evidente vantaggio di una bassa o bassissima correlazione con i rendimenti degli asset tradizionali. Ciò implica il fatto che tali forme di investimento si configurino come asset class alternative in grado di stabilizzare il rendimento in fasi di particolare volatilità dei mercati finanziari tradizionali. Se i vini da investimento vengono definiti beni rifugio o safe haven una ragione c’è: il mercato dei vini è in costante crescita da oltre 30 anni e ha visto un aumento di oltre il 200% solo negli ultimi 10. Come tutte le forme di investimento alternativo i fine wines comportano un guadagno proporzionale al rischio corso e, in media, consentono un aumento di capitale annuo del 10/12%. Va sottolineato che, essendo investimenti non tradizionali essi sono inseriti in mercati non regolamentati. Se, da un lato, questo aspetto può sembrare esporci a rischi eccessivi (cosa per altro non vera se ci si affida a un esperto del settore), dall’altro lato questa caratteristica si configura come una reale opportunità che ci consente di trarre vantaggi enormi da differenti mercati, sfruttando le asimmetrie di prezzo. In generale i fine wines sono asset reali alternativi e quindi beni tangibili (non prodotti virtuali, aleatori e incontrollabili) che conservano o addirittura aumentano il loro valore nel tempo. 

mettiti al sicuro con i fine wines

I vini da investimento sono un’alternativa al mercato tradizionale.

Prima di addentrarci nel riconoscimento delle caratteristiche specifiche dei vini da investimento è fondamentale fare questa premessa. I fine wines sono una delle migliori alternative (probabilmente la migliore in assoluto) a disposizione di un investitore che desideri differenziare il proprio portafoglio, sfruttando la stabilità e la redditività di beni che non hanno mai subito conseguenze derivanti da recessioni e crisi dei mercati. Si parla di investimenti alternativi quando si ha a che fare con asset che non siano azioni, obbligazioni e fondi comuni e che abbiano l’evidente vantaggio di una bassa o bassissima correlazione con i rendimenti degli asset tradizionali. Ciò implica il fatto che tali forme di investimento si configurino come asset class alternative in grado di stabilizzare il rendimento in fasi di particolare volatilità dei mercati finanziari tradizionali. Se i vini da investimento vengono definiti beni rifugio o safe haven una ragione c’è: il mercato dei vini è in costante crescita da oltre 30 anni e ha visto un aumento di oltre il 200% solo negli ultimi 10. Come tutte le forme di investimento alternativo i fine wines comportano un guadagno proporzionale al rischio corso e, in media, consentono un aumento di capitale annuo del 10/12%. Va sottolineato che, essendo investimenti non tradizionali essi sono inseriti in mercati non regolamentati. Se, da un lato, questo aspetto può sembrare esporci a rischi eccessivi (cosa per altro non vera se ci si affida a un esperto del settore), dall’altro lato questa caratteristica si configura come una reale opportunità che ci consente di trarre vantaggi enormi da differenti mercati, sfruttando le asimmetrie di prezzo. In generale i fine wines sono asset reali alternativi e quindi beni tangibili (non prodotti virtuali, aleatori e incontrollabili) che conservano o addirittura aumentano il loro valore nel tempo. 

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I vini da investimento sono prodotti di lusso.

I vini da investimento sono beni pregiati e unici, perché hanno una grande storia alle spalle e sono prodotti in quantità limitate da cantine ed etichette che, a loro volta, hanno un pedigree e un prestigio riconosciuto, grazie anche a un certo numero di annate con performance di prezzo paragonabili a veri e propri prodotti finanziari (senza tuttavia essere soggetti alle stesse imprevedibili dinamiche). Il fatto che siano prodotti di lusso, tuttavia, non li rende inaccessibili. Anzi, grazie al supporto di un portfolio analyst capace e qualificato chiunque può tutelare il proprio patrimonio puntando su questi asset stabili e remunerativi.

I vini da investimento provengono da un terroir specifico.

Non credere che tutte le aree del mondo producano grandi vini. E nemmeno che il tuo vicino di casa che realizza un prodotto di ottima qualità – che magari viene venduto in base all’annata con un prezzo in fase crescente – stia dando vita a un vino che verrà considerato da investimento. Le aree che tradizionalmente danno alla luce questo tipo di prodotti, sono prestigiose e molto limitate. Tra queste regioni è sicuramente importante citare: Bordeaux, Borgogna, Toscana, Piemonte, Champagne, Rioja, Ribera del Duero e pochissime altre. Esistono poi zone vitivinicole nuove, chiamate anche nuovo mondo, tra cui è bene annoverare la Napa Valley (USA), la Sonoma Valley (USA), la Maipo Valley (CHILE), Barossa (AUSTRALIA) e Ningxia (CHINA). Il concetto di terroir (pron. teru̯àr), ovvero un’area geografica specifica in cui le caratteristiche del suolo, del clima e della topografia, insieme alle tecniche di coltivazione e produzione utilizzate, influenzano in maniera unica e irripetibile il carattere, il gusto e l’aroma del vino frutto di quella zona, è un termine chiave nella produzione di vino da investimento. Esso è infatti uno dei principali fattori che contribuiscono alla diversità e alla specificità dei vini realizzati in differenti regioni vinicole del mondo. All’interno di specifici terroir si possono poi identificare diverse sottozone e vigneti distinguibili e differenziabili che costituiscono identità particolari della medesima regione. Acquistare bottiglie provenienti da queste aree risulta perciò ancora più esclusivo, data l’esiguità della produzione. Grazie a un vero esperto del settore, potrai avere accesso anche tu a queste ristrette collezioni.

I vini da investimento provengono da cantine selezionate.

Se il terroir è un fattore fondamentale per definire che cosa sono i vini da investimento, non si può certamente tralasciare l’importanza che assumono le cantine, singole realtà capaci di ottenere dai critici punteggi anche elevatissimi. All’interno della loro produzione è però indispensabile discernere quali siano le etichette da investimento, poiché le aziende vinicole non immettono solo prodotti iperselezionati e in minime quantità. Ci sono casi in cui una determinata cantina assume maggior importanza anche rispetto alla stessa zona d’origine: è quindi importante sapere che alcuni prodotti di pregio possono essere realizzati anche in aree non particolarmente vocate (si veda, per esempio il Sassicaia di Bolgheri, vino italiano coraggioso per tempi e metodi di produzione, la cui storia è tra le più affascinanti nel mondo enologico del Bel Paese). È facile dunque capire come il parere di un esperto che sappia destreggiarsi all’interno della cultura vitivinicola, sia fondamentale per effettuare una scelta d’investimento oculata, che può anche indirizzarsi verso aree non particolarmente rinomate.

Vuoi sapere quali sono le cantine più prestigiose con cui abbiamo stretto solidi legami?

Le cantine devono possedere un preciso pedigree

Quando si parla di pedigree si intende il lignaggio di una determinata cantina. Infatti terroir e successo di una particolare azienda vinicola non sono gli unici parametri da tenere in considerazione. L’appartenenza di specifiche etichette a collezioni storiche è un ulteriore fattore di rilevanza in questo senso. Il lignaggio di una cantina può fare la differenza per molti collezionisti di vino che acquistano grandi annate per conservarle e rivenderle in futuro. Mentre le annate meno importanti sono solitamente consumate immediatamente, quelle appartenenti a cantine con un pedigree degno di nota possono diventare oggetto di investimento, spostando il mercato del vino da quello classico al mercato dei fine wines. Una bottiglia di Château Latour, per esempio, indipendentemente dall’annata, rappresenta una grande emozione per i collezionisti e gli appassionati di vino, grazie alla sua eccezionale qualità e alla reputazione della cantina. Il lignaggio dell’azienda, l’abbiamo capito, può dunque essere fondamentale per garantire un investimento di successo nel mondo del vino. Non sai se fidarti del presunto pedigree di un’azienda produttrice? Il nostro team è al tuo fianco per aiutarti a prendere decisioni informate.

Cantine e regioni devono avere una storia importante alle spalle.

La storia non è un concetto astratto, essa è tempo dotato di senso, un senso che l’essere umano ha dato allo scorrere dei giorni. Quando parliamo di storia delle aziende, quindi, parliamo di vicissitudini che hanno segnato in maniera indelebile l’immaginario di un’intero gruppo sociale e i cui echi si riverberano di generazione in generazione. Nel mondo dei vini da investimento la storia è un parametro rilevante, non solo dal punto di vista emotivo, ma anche oggettivo, con importanti effetti sul valore di un investimento. Un esempio concreto è Chateau Lafite: la fama che questa cantina – sorta nel XVI secolo – aveva raggiunto, portò questo vino a entrare a far parte della collezione di Thomas Jefferson e ciò comportò un inevitabile, ulteriore balzo in avanti per l’azienda. Non conosci la storia delle cantine e non sai di chi fidarti? I nostri professionisti specializzati sono a tua disposizione: con loro potrai costruire il tuo portafoglio, sicuro di aver puntato sui vini vincenti.

Se definiamo i fine wines come figli illegittimi dei critici, una ragione c’è: questi esperti, negli anni, sono assurti al ruolo di veri e propri validatori o indicatori di qualità, capaci di divenire uno dei fattori centrali nell’affermazione dei migliori vini da investimento. La loro forza persuasiva è tale da essere in grado di influire sul prezzo finale di una bottiglia con percentuali che superano il 20/30%. Ma qual è il ruolo di questi professionisti? Nomi come Robert Parker, James Suckling, Antonio Galloni, Tim Atkin, Jencis Robinson o Jeannie Cho Lee hanno il compito di assaggiare i vini prodotti dalle cantine, di recensirli e di attribuire loro un punteggio sulla base di fattori soggettivi e oggettivi. In questo modo gli investitori, che non possono degustare personalmente ogni bottiglia che ha attratto la loro attenzione, potranno godere di un parametro di riferimento per comprendere la qualità del vino stesso e le sue prospettive di crescita sul mercato. Sarà così più semplice discernere l’annata giusta o l’etichetta più adatta al proprio portafoglio. Il lavoro dei critici, a sua volta, attira l’attenzione degli esperti e dei portfolio analyst su determinate bottiglie con conseguenti strascichi sulla liquidità del prodotto (la quantità di scambi cui è sottoposto all’interno del mercato) e sul comportamento d’acquisto degli investitori. Visto che già abbiamo parlato di uno dei migliori vini da investimento italiani, il caso del Sassicaia è, ancora una volta, emblematico: quando Wine Spectator ha annunciato l’etichetta come la migliore dell’anno, il suo valore di mercato ha subito un incremento di almeno il 60% in pochissimi mesi.

Se pensate che ogni variabile sia sempre sotto il totale controllo dell’essere umano, o soffrite di una leggera forma di ingenuità o di acuti attacchi di antropocentrismo. Ciò che rende il vino da investimento un asset unico, è l’annata. E quando parliamo di annata parliamo di fattori che mutano in base a stagionalità, i cui effetti sulle piante e sui frutti non sono mai identici. La natura è un tiro di dadi e, di conseguenza, ogni prodotto che da essa proviene è irripetibile. Caratteristiche organolettiche e qualità sono dunque fortemente influenzate dall’annata. Le differenze che derivano dai vari raccolti, sono per lo più di difficile riconoscimento da parte dei meno esperti, perché effettivamente di non semplice decifrazione. A seconda dell’annata, i medesimi vini richiedono strategie di investimento specifiche. A esempio, le grandi annate richiedono un lungo periodo di maturazione, mentre le annate minori maturano più rapidamente. Ciò significa che la durata degli investimenti sarà differente. Tuttavia, le aziende con un pedigree importante possono produrre vini di alta qualità in tutte le annate, anche se spesso a prezzi più accessibili. Resta chiaro, comunque, che l’annata è uno degli ulteriori check obbligatori prima di acquistare una bottiglia da investimento. Non sai come riconoscere le migliori annate? Rivolgiti al nostro team di esperti, otterrai una proposta di investimento strutturata sulle tue necessità e profondamente consapevole delle dinamiche di settore.

I grandi vini da collezione sono noti per la loro notevole longevità, che li rende unici rispetto ad altri prodotti di consumo. Una bottiglia di vino ben conservata può durare anche per decenni, se non addirittura per più di mezzo secolo. Questo è possibile grazie alla natura stessa del vino, che è un prodotto vivo, in continua evoluzione. L’abbiamo già detto nella sezione Investire in vino, ma giova sicuramente ripeterlo: con il passare del tempo, le bottiglie di vino maturano e le loro caratteristiche si evolvono, dando vita a sapori e aromi unici e irripetibili. Ad esempio, i tannini del vino si addolciscono con il trascorrere degli anni, rendendo il sapore meno amaro e più equilibrato. Inoltre, le note fruttate del vino si trasformano in note più complesse e sofisticate, come quelle di cuoio, tabacco e spezie. La longevità del vino è il risultato di una combinazione di fattori, tra cui la qualità delle uve, il terroir, il processo di vinificazione e la corretta conservazione della bottiglia. Tuttavia, non tutti i vini sono adatti alla conservazione a lungo termine, e solo quelli di alta qualità e dalle caratteristiche peculiari sono in grado di resistere alla prova del tempo. In conclusione, i grandi vini da collezione sono unici nel loro genere grazie alla loro lunghissima vita e alla loro capacità di evolversi nel tempo. La loro conservazione e degustazione sono esperienze uniche e preziose, che permettono di assaporare un prodotto ineguagliabile e di grande pregio. Se vuoi godere anche tu dell’opportunità di investire in grandi vini, il nostro team è a tua completa disposizione.

Quando parliamo di track record parliamo di un altro parametro fondamentale per tutti coloro che vogliono investire in vino (link alla pagina Investire in vino). I migliori vini da collezione, le grandi annate e le bottiglie prestigiose, grazie al pedigree e ai continui scambi nel mercato, lasciano una traccia identificabile da cui si possono trarre notevoli informazioni. I siti specializzati e gli indici di mercato creano infatti un track record preciso che investitori e collezionisti possono consultare in modo tale da comprendere le prestazioni precedenti dei vini. Gli andamenti, con scopo previsionale, possono quindi essere analizzati e fungere da metro di giudizio dei vini per annate simili. I track record sono dunque indispensabili per una strategia di investimento, in quanto possono fornire moltissime indicazioni in grado di far comprendere il possibile comportamento sul mercato di un vino. Come sempre è tuttavia importante ricordare quanto la competenza di un esperto del settore sia determinante per poter interpretare e contestualizzare correttamente questi dati.

Un ultimo, ma non meno importante, fattore da tenere in considerazione quando si cerca di capire quali siano le caratteristiche dei migliori vini da investimento è, senza ombra di dubbio, la liquidità. Con questo termine ci si riferisce alla quantità di scambi cui è sottoposta quella specifica bottiglia nel mercato. Viene da sé comprendere che, all’aumentare della richiesta, aumenta il valore del vino, come abbiamo ampiamente spiegato nella sezione dedicata al come e perché investire in vino . La legge della domanda e dell’offerta è, infatti, il principale fattore che regola il mercato dei fine wines. Un vino che non viene scambiato è un vino poco richiesto. Ciò significa che, non suscitando interesse, la domanda sarà molto bassa e il suo prezzo, consequenzialmente, inferiore e poco redditizio da un punto di vista finanziario. Ci sono molti modi di conoscere la liquidità di un vino sul mercato, comprese diverse piattaforme specializzate. Liv-Ex è sicuramente una delle più importanti ma forse non sai che ad alcune funzioni possono accedere solo professionisti del settore riconosciuti.

Il mercato del vino non è un mercato controllato. Ciò significa che il valore di una stessa bottiglia può variare all’interno di mercati differenti. Questa è la ragione per cui molti trader e investitori credono che quello dei fine wines sia un’operazione ad alto rischio (approfondisci qui i rischi dell’investimento in vini da collezione ). La realtà dei fatti è, al contrario, molto semplice: l’esistenza di prezzi diversi è, a conti fatti, un’ottima opportunità poiché permette di poter acquistare e rivendere in paesi differenti, sfruttando le asimmetrie di prezzo e valore. Ovviamente, e questo è ciò che fa davvero la differenza, chi si occupa di costruire un portafoglio dei migliori vini da investimento dovrà essere una figura esperta, non solo di finanza, ma anche dell’ambiente enoico in generale. L’expertise specifica dello studio dei prezzi di mercato, la profonda conoscenza delle dinamiche dell’ambiente dei fine wines e la competenza in ambito enologico rendono la nostra società un partner importante per gli investitori di tutto il mondo.

Vuoi entrare nel mondo dei vini da investimento ma hai capito di avere bisogno di una figura professionale competente e preparata, per non rischiare di fare mosse azzardate?

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Vini da investimento Italiani.

Il territorio italiano presenta delle zone particolarmente vocate e una produzione di vini da investimento di primissima fascia a livello mondiale. Toscana e Piemonte sono le regioni più conosciute globalmente poiché godono di una produzione storicamente consolidata e le cantine di queste aree geografiche possiedono un pedigree ben riconoscibile. Ovviamente chi cerca i migliori vini da investimento italiani non dovrà limitarsi a guardare solo queste due regioni. Liv-Ex (London International Vintners Exchange) è, come abbiamo detto più volte, il più importante indice di mercato per il commercio del vino. Si tratta di una piattaforma – fondata all’inizio dei 2000 – che permette di tenere sotto controllo tutte le negoziazioni, i movimenti e i prezzi a cui i vini da investimento vengono scambiati. Ad alcune sezioni di Liv-Ex hanno accesso solo professionisti del settore. Un sottoindice cui fare moltissima attenzione, per quanto riguarda i migliori vini da investimento italiani, è “Italy 100”, il massimo indicatore per il nostro territorio. All’interno di questa lista, confluiscono, a scadenze regolari, i 100 migliori vini italiani (si legga: i più scambiati). Ebbene, secondo le analisi di winenews.it negli ultimi 5 anni Liv-Ex ha segnato una crescita del 34,2% (dati 2023), mentre Liv-Ex Italy del 46,8% (2023). 

Questo ci fa capire quanto sia in costante crescita non solo il mercato globale ma, in particolare, quello dei vini italiani. Definire una lista dei migliori fine wines italiani resta comunque un compito arduo, essendo lo stivale (così come i cugini d’oltralpe) un serbatoio di grandissimi vini, con un pedigree, una storia e un’attenzione produttiva d’eccellenza. In generale le regioni del Barolo e del Chianti Classico sono considerate quelle che hanno data vita ai migliori vini italiani. La produzione italiana è così ampia (non abbiamo rivali al mondo a livello di quantitativi immessi sul mercato) e varia che è difficilissimo dire qual è la regione migliore, per non parlare del vino.

Non possiamo certo metterci a citare tutti i vini italiani, ma possiamo sicuramente darti uno spunto interessante: se vuoi tenere sotto controllo i migliori vini da investimento italiani, oltre alla già citata Italy 100, c’è sicuramente la classifica di Wine Searcher, aggiornata quotidianamente. Da un punto di vista del puro investimento è bene sottolineare che i vini italiani sono certamente una risorsa fondamentale, ricca di etichette e di bottiglie di pregio che possono davvero fare la differenza all’interno del portafoglio di un investitore che voglia rivolgersi a questi asset alternativi. Non si deve tuttavia mai scordare che la differenziazione non va eseguita solo tra diversi asset ma anche all’interno dello stesso asset sfruttando vini provenienti da aree geografiche differenti e da mercati differenti, proprio come abbiamo spiegato nel paragrafo riguardante il prezzo del vino. Come ormai sarà chiaro, il mercato dei fine wines, è un mercato che fornisce grandi alternative di investimento, ma è anche un contesto in cui i meno esperti possono trovarsi ad affrontare rischi che un broker esperto in ambito enologico saprebbe abilmente evitare. Ecco perché il nostro consiglio è sempre quello di rivolgersi a una società che abbia dimostrato, negli anni, grande competenza e che sia chiara e trasparente nel proporti consulenze e condizioni contrattuali. Ognuno ha la propria ossessione, la nostra è scegliere il vino giusto. 

Questo ci fa capire quanto sia in costante crescita non solo il mercato globale ma, in particolare, quello dei vini italiani. Definire una lista dei migliori fine wines italiani resta comunque un compito arduo, essendo lo stivale (così come i cugini d’oltralpe) un serbatoio di grandissimi vini, con un pedigree, una storia e un’attenzione produttiva d’eccellenza. In generale le regioni del Barolo e del Chianti Classico sono considerate quelle che hanno data vita ai migliori vini italiani. La produzione italiana è così ampia (non abbiamo rivali al mondo a livello di quantitativi immessi sul mercato) e varia che è difficilissimo dire qual è la regione migliore, per non parlare del vino.

Non possiamo certo metterci a citare tutti i vini italiani, ma possiamo sicuramente darti uno spunto interessante: se vuoi tenere sotto controllo i migliori vini da investimento italiani, oltre alla già citata Italy 100, c’è sicuramente la classifica di Wine Searcher, aggiornata quotidianamente. Da un punto di vista del puro investimento è bene sottolineare che i vini italiani sono certamente una risorsa fondamentale, ricca di etichette e di bottiglie di pregio che possono davvero fare la differenza all’interno del portafoglio di un investitore che voglia rivolgersi a questi asset alternativi. Non si deve tuttavia mai scordare che la differenziazione non va eseguita solo tra diversi asset ma anche all’interno dello stesso asset sfruttando vini provenienti da aree geografiche differenti e da mercati differenti, proprio come abbiamo spiegato nel paragrafo riguardante il prezzo del vino. Come ormai sarà chiaro, il mercato dei fine wines, è un mercato che fornisce grandi alternative di investimento, ma è anche un contesto in cui i meno esperti possono trovarsi ad affrontare rischi che un broker esperto in ambito enologico saprebbe abilmente evitare. Ecco perché il nostro consiglio è sempre quello di rivolgersi a una società che abbia dimostrato, negli anni, grande competenza e che sia chiara e trasparente nel proporti consulenze e condizioni contrattuali. Ognuno ha la propria ossessione, la nostra è scegliere il vino giusto. 

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